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Bonanno, Duchi di Castellana

Arma: Campo d'oro con un gatto nero passante. Corona di Principe.
Cimiero: Una fenice di nero sulla sua immortalità di rosso. Mantello di velluto scarlatto foderato di ermellino.
Motto: "Neque sol per diem neque luna per noctem."


Storia
I Bonanni discendono da famiglia pisana la quale viene ricordata con onore nei patrii fasti ai tempi fiorenti del comune. Per le vicende della Repubblica così famose nelle storie medievali, causate dalle ire partigiane dei Guelfi e dei Ghibellini, che tennero divisa e lacerata l'Italia nei secoli XII, XIII, XIV, i Bonanno di Pisa si trasferirono in Sicilia.

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Il palazzo

Fu costruito tra la fine del secolo XVII e l’inizio del XVIII; dall'omonima famiglia aristocratica feudataria di Belvedere e delle contrade limitrofe, sull’arcata del portone si legge la data del 1762.


La facciata di questo palazzo presenta un portale arcuato sopra cui vi è un balcone con una splendida inferriata bombata in ferro battuto, sormontato da un timpano spezzato recante al centro lo stemma araldico della famiglia Bonanno. Accanto al portale centrale vi sono due aperture arcuate (due per lato, ospitanti esercizi commerciali) sopra cui vi sono posti altrettanti balconi aventi sempre inferriate in ferro battuto di tipo bombate, sormontati da travoni lisci.
All'interno del Palazzo vi è un grande cortile presso cui possiamo ammirare un pittoresco loggiato barocco con verandina.
All'interno vi sono locali d'epoca che ospitano gli uffici dell'Azienda Autonoma per il Turismo della Provincia di Siracusa. Fu pesantemente bombardato durante la seconda guerra mondiale

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La costruzione

Imponenti fregi sovrastano i balconi.
La costruzione di epoca settecentesca è a due ordini architettonici e ha un portale severo, di ispirazione cinquecentesca con bugne alternate, che nell’arco superiore sono unite alla cornice, mentre quella centrale fa da mensola al balcone sorretto da un architrave.
Lo stemma della famiglia è scolpito in altorilievo, contiene all’interno dello scudo un gatto ed è circondato da diverse volute. Nella parte sommitale è raffigurata una Fenice, che risorge dalle fiamme. Gran parte del Palazzo oggi è sede dell’Azienda autonoma del turismo.

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Il terremoto

La ristrutturazione post-terremoto 1693 coinvolse in maniera particolare la via Maestranza, l'antica Mastrarua, centro economico-commerciale della Siracusa medievale. Quasi tutti gli edifici che con i loro splendidi prospetti barocchi si affacciano sulla strada sono impiantati su preesistenti edifici medievali e aragonesi - catalani dei quali rimangono tracce (monofore, scale a cielo aperto, bifore, loggiati) nei loro cortili Alcuni, purtroppo, sono andati irrimediabilmente perduti. E questo il caso della "Casa Sveva" inglobata nel Palazzo Landolina - Bonanno. Del prospetto interno dell'edificio svevo che probabilmente si attestava su una corte interna, G. Agnello identificò una finestrella a feritoia e le tracce di una porta ogivale. Gli ambienti superstiti furono così descritti dallo studioso: "Si tratta di due vasti ambienti terreni, contigui, ma disposti con diversa orientazione, oggi trasformati in officina da fabbro e in magazzino. Recinti da due lati da ampi cortili, restano compresi, nelle parti residue, dentro la stretta di tarde costruzioni. Il piano superiore, di spiccato carattere settecentesco, ha disperso ogni trac¬cia d'antico". L'ambiente più piccolo (m 5 x m 4) era coperto da due volte a crociera i cui costoloni poggiavano su capitelli pensili ; dell'originaria copertura non rimanevano che resti dei costoloni poggianti sulle mensole ancora ai tempi in cui scriveva Agnello.


Lungo la parete Est si apriva una porta archiacuta che doveva collegare questo ambiente con altri attigui. La parete Nord, invece, non presenta aperture e funge da muro divisorio dell'altro ambiente di proporzioni maggiori (m8,10xm6,15) adesso attiguo. Un'unica copertura con volta a crociera sovrastava questa stanza la cui apertura era realiz¬zata, non esattamente al centro, lungo la parete Nord. Data la lacunosità dei resti federiciani superstiti è impossibile ricostruire l'icnografia dell'edificio.. Sarebbero auspicabili indagini nell'immobile sede dell'A.A.T nel cui ambito è presente un arco ricoperto da intonaco che potrebbe far pensare a struttura medievale. Alle spalle della via Maestranza rimane quasi nella sua integra strutturazione monumentale la "Casa Mergulese - Montalto"che, proprio per non aver subito eclatanti trasformazioni nel XVIII secolo, rende l'idea della organizzazione architettonica precedente alla trasformazione barocca di tutto il quartiere. (Vedi L. Cassataro "La casa Mergulese-Montalto-un'opera d'arte puntellata" in I Siracusani anno IV-n.22-, nov.-dic. 1999, pag.17).

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Dettagli salvati

L’impianto tardo‑medievale è andato perduto. Sono state tuttavia identificate, nel cortile, tracce di una finestrella a feritoia e di una porta ogivale. All’interno si nota la copertura a volta a crociera e un arco ricoperto da intonaco, che potrebbero far pensare a una struttura medievale: l’antica ‘Casa Sveva’. Uno stemma con la data 1804 nel cortile indica l’ultimo ciclo di trasformazione del palazzo.

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Palazzo Bonanno - Via della Maestranza, civico 33